Enti Pubblici

Cosa prevede la riforma del titolo 5

cosa cambia con la riforma del titolo v
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Una Riforma importante per gli enti locali

La riforma del titolo V  riconosce le autonomie locali quali enti esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica.

Gli enti esponenziali sono quindi: i comuni, le città metropolitane, le province e le regioni dei cittadini che sono residenti in un dato territorio e che sono quindi tenuti a farsi carico da solo dei loro bisogni e necessità.

 

Cosa succede e cambia nel dettaglio?

Quindi i comuni rappresentano gli enti territoriali di base, che posseggono un’autonomia organizzativa, amministrativa e finanziaria.

Che quindi promuovono egregiamente allo sviluppo della comunità e che si occupano meglio delle funzioni amministrative.

Alle regioni è stata riconosciuta invece, a differenza dei comuni, l’autonomia legislativa, ovvero la facoltà di poter sancire norme primarie quali:  esclusiva o piena; concorrente o ripartita ed infine anche di attuazione delle leggi dello Stato-

Le Province rappresentano invece quegli enti che si trovano in mezzo ai comuni e le regioni e che a loro volta sono rappresentative delle proprie comunità. Si occupano della cura delle attività ed interessi prettamente locali del proprio territorio.

Le Città metropolitane posseggono invece con facoltà ben più importanti, soprattutto legate e mirate a livello urbanistico.  

Le città metropolitane sono: Torino, Roma, Milano, Napoli, Cagliari, Catania, Messina, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari,  Reggio Calabria, Palermo, Trieste.

Ecco dunque, molto brevemente, cosa prevede questa riforma e quali sono le mansioni più importanti che ogni ente specifico deve svolgere da ora in poi.

 

Attività per migliorare

Ad ognuno il proprio importante e solenne ruolo al quale adempiere al massimo delle proprie disponibilità e possibilità per offrire sempre un servizio eccellente ai cittadini che contribuiscono con il pagamento delle tasse.

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